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La rivoluzione immobiliare promossa da Fiabci: “prima l’uso e le funzioni, poi il costruito” – Intervista a Antonio Campagnoli, presidente Fiabci Italia.

“Il mondo immobiliare sarà competitivo quando riuscirà a creare connettività sul territorio senza preoccuparsi esclusivamente di costruire singoli edifici slegati dall’urbanistica. Il Real Estate riprenderà forza quando l’uso e le funzioni verranno prima del costruito”. Antonio Campagnoli, presidente di Fiabci Italia – international real estate federation, ha sintetizzato così il rapporto tra operatori immobiliari, idee progettuali, risorse e ricadute sulla città e la qualità della vita dei cittadini nell’ambito di un convegno organizzato con associazioni, operatori nazionali e internazionali del real estate.

Campagnoli, la competitività internazionale del settore immobiliare è imprescindibile. La crisi è un motore del cambiamento?
Sicuramente la crisi poterà finalmente a scegliere l’efficienza. Chi si occupa di real estate dovrà essere developer nel vero senso della parola: pensare alle funzioni, agli usi, e non solo al guadagno immediato. Non basta prevedere sulla carta l’insediamento di un servizio se poi il contenitore che lo dovrebbe ospitare resta vuoto per anni.

Il tema della gestione diventa prioritario per gli operatori del real estate?
Assolutamente, le competenze e le necessità sono in continua evoluzione. Il car sharing non va inteso solo come affitto temporaneo: ha numerosi altri effetti. Per analogia, tornando alla città, il mondo immobiliare deve cambiare approccio, smetterla di considerare separatamente le parti private e quelle comuni: le parti comuni sono di tutti e le parti private vanno considerate come uso temporaneo di un luogo. Serve un cambiamento culturale e il mondo immobiliare deve cambiare mentalità.

Campagnoli presidente di Fiabci Italia. Che mission ha questa federazione?
La federazione globale è nata nel ’51, è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite nel ’52 ed è strettamente connessa anche con la Banca Mondiale. Gli interlocutori sono internazionali e sovrastatali, soggetti con una grande influenza anche se non hanno potere coercitivo. Fiabci ha una prospettiva olistica, anche in Italia vuole riunire sviluppatori, consulenti e associazioni di settore per creare un ponte con il mondo. Prendiamo a riferimento gli indici della World Bank e vogliamo siano quelli i parametri di riferimento anche per gli interlocutori del nostro Paese, stimoliamo la competitività con criteri di eccellenza e qualità.

Fiabci con Aici, Arel, Aspesi, Assovib, Cobaty, Fimaa, Ifmaa e Isivi si sono date appuntamento a Roma sotto la lanterna di Fuksas presso l’ex Unione Militare di via Tomacelli (nell’edificio di H&M) per fare il punto sulla competitività del mercato immobiliare italiano in vista di Expo. Nove sigle che rappresentano associazioni e operatori si sono riunite per presentarsi le une alle altre, con il comune obiettivo di far ripartire l’industria del real estate, creare nuovi presupposti per l’investitore italiano ed estero. “Fiabci Italia – si legge nel sito dell’associazione – vuole porre l’urbanistica in primo piano e l’industria turistica del real estate tra le principali fonti di business per il mercato italiano”. Su questa linea, valorizzando le professionalità e l’interdisciplinarietà Fiabci ha chiamato al tavolo consulenti, valutatori e gestori immobiliari, professionisti tecnici, le società di promozione e sviluppo immobiliare, i valutatori delle banche, i mediatori degli agenti d’affari.

Fiabci – Aici  – Aspesi  – Assovib  – Arel  – Cobaty – Fimaa – Isivi 

di Paola Pierotti | pubblicato il 25 febbraio 2015

www.ppan.it

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